Enio Monari: la Magia della Terra Modellata

Enio Monari, nato nel 1952 a Castelluccio di Moscheda, è un artista che ha coltivato fin da bambino la sua passione per la scultura in terra. La sua storia artistica ha radici nel Natale della sua infanzia, quando desiderava avere un presepe con statuine come gli altri, ma i genitori non potevano permetterselo. Questa mancanza ha spinto Enio a iniziare a creare le sue statuine modellando la terra che trovava nei dintorni del suo paese.

Le prime opere risalgono al 1959, quando, ispirato da un presepe su un libro, realizzò il suo primo presepe che conserva ancora oggi. Durante le scuole medie, continuò a coltivare la sua passione durante le lezioni di applicazioni manuali e disegno. Tuttavia, dopo la scuola, abbandonò la scultura in terra, considerandola più un compito scolastico che un passatempo o una professione.

Il destino lo riportò alla sua passione qualche anno fa, quando casualmente incontrò un appassionato di sculture in terra di San Lazzaro. Mostrando le sue creazioni al signore, venne incoraggiato a riprendere il suo hobby. Enio iniziò così a scolpire nuovamente, tracciando il suo percorso ispirato alla cultura contadina, creando opere come una mucca col vitellino, un contadino che lavora l’orto, e una casalinga che fa il pane.

La sua partecipazione a eventi come la sagra della castagna a Maserno gli ha permesso di entrare in contatto con altri artisti e di esporre le sue opere durante mercati e sagre paesane. Enio costruisce le sue statue per hobby, acquistando personalmente la terra e collaborando con altre persone per la cottura delle opere.

Oggi, Enio Monari ha il desiderio di condividere la sua passione con altri, in particolare con bambini e ragazzi. Spera che attraverso la collaborazione con le scuole, i giovani possano avere l’opportunità di sperimentare la modellatura della terra, sperando che possa emergere un nuovo talento artistico tra loro. La sua storia rappresenta un viaggio di ritorno alla passione artistica, dimostrando che l’amore per l’arte può riaccendersi anche dopo anni di pausa.

Francesco Indello

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