Immagina di varcare l’antica soglia della Chiesa Abbaziale di Santa Lucia a Rocca Roffeno. Il profumo di storia e spiritualità avvolge l’aria mentre ti immergi nei secoli passati. La luce filtra attraverso le finestre antiche, danzando sui muri che custodiscono segreti e storie di monaci benedettini.
Per raggiungere la chiesa, puoi percorrere la valle del Vergatello da Vergato fino a Rocca di Roffeno o salire una valletta secondaria poco fuori dal centro di Tolè. Attualmente, la chiesa funge da sussidiale per la parrocchia di Rocca di Roffeno e viene occasionalmente officiata dal parroco di Villa d’Aiano.
Le origini della chiesa sono avvolte dalla leggenda, con alcune fonti che suggeriscono una fondazione attribuita ad Anselmo nel VIII secolo. Tuttavia, la documentazione storica è incerta, e la chiesa potrebbe essere stata fondata nel XI secolo. La sua dipendenza sia dal vescovo di Bologna che dall’abbazia di Nonantola ha portato a conferme ripetute da parte di papi e imperatori.
Santa Lucia fu un importante monastero nonantolano con vasti possedimenti tra Reno e Panaro, e la sua importanza è evidenziata dalla presenza di numerosi monaci e conversi. Tuttavia, nel XIV secolo iniziò la sua decadenza, passando in commenda nel Quattrocento e unendosi ai SS. Naborre e Felice di Bologna nel 1456.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la chiesa subì gravi danni, con la distruzione dell’abside e di parte della cripta. Successivamente, è stata ricostruita, mantenendo la sua origine medievale. La cripta conserva alcuni capitelli romanici raffinati, mentre un reliquiario orientale è stato purtroppo trafugato di recente.
Sebbene l’antico monastero sia in gran parte andato perduto, la chiesa sopravvive come testimonianza della storia e della spiritualità di Santa Lucia. La sua struttura, con la cripta e i tre piani, riflette la disposizione comune delle chiese romaniche, con particolare enfasi sulle reliquie che attiravano i fedeli nei giorni festivi.
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