Nel cuore di questa incantevole storia culinaria, risuona la melodia di un impegno che attraversa il tempo, tessendo legami familiari e trasformando un semplice negozio in una sinfonia di sapori. Siamo catapultati negli anni ’60, quando Arturo Venturi, suocero di Cesarino Preci, inizia questa avventura gastronomica.
Con l’abilità di un maestro di cucina, Cesarino si ritrova al timone dell’attività, trasformando la visione originaria di una macelleria in qualcosa di più grande. La storia prende vita con sapienti aggiunte nel corso degli anni, come un quadro che si arricchisce di nuovi colori. Da macelleria a rosticceria, l’attività si piega graziosamente alle nuove sfide del tempo.
Nel decennio degli anni ’85-’90, nuove frecce vengono aggiunte alla loro faretra imprenditoriale. L’impresa prospera, e nel 2023, ancora risplende con un fulgido successo. Tuttavia, nel racconto di Cesarino, emergono note di saggezza e riflessione. Sono passati 16 anni da quando ha iniziato la sua meritata pensione, eppure, con grazia e umiltà, continua a sostenere l’attività insieme a Lucia, sua moglie.
Attraverso le sue parole, si percepisce l’armonia di una vita dedicata all’impegno costante e all’amore per la cucina. Ma nel silenzio di queste righe, si fa strada anche la consapevolezza che, prima o poi, arriverà il momento di chiudere questo capitolo. È come un capitolo di un libro che, sebbene scritto con maestria, giunge alla sua conclusione naturale.
E così, con la grazia di chi ha saputo navigare le acque dell’imprenditoria con passione e dedizione, Cesarino guarda al futuro. Il tempo, amico e compagno di vita, si fa sentire, e con la stessa grazia con cui ha condotto la sua attività, si prepara a concedersi il meritato riposo, chiudendo il sipario su un capitolo straordinario di impegno, amore e successo culinario.
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