Nota Informativa in Premessa:

Desidero sottolineare che il seguente scritto, che narra la storia di un luogo storico, sia esso basato su personaggi o meno, rappresenta il risultato di ricerche storiche approfondite e attendibili. I punti toccati sono una narrazione di sintesi. Tuttavia, è importante riconoscere che, nonostante i miei sforzi per garantire la massima precisione, potrebbero esserci delle inesattezze nelle fonti da cui traggo informazioni.

Sono sempre aperto a migliorare e aggiornare queste informazioni al fine di riflettere con precisione la storia del luogo in questione. Se qualcuno scopre errori o desidera contribuire con integrazioni o correzioni basate su fonti attendibili, sarò più che felice di accoglierli. In tal caso, ti prego di citare chiaramente la fonte delle correzioni o delle aggiunte, al fine di garantire la trasparenza e la credibilità delle informazioni che condivido.

Ricordiamoci che la ricerca storica è un processo in evoluzione, e l’apporto di nuove fonti e correzioni è fondamentale per migliorare la nostra comprensione del passato. La mia priorità è fornire una rappresentazione accurata e affidabile della storia di questo luogo storico.

Francesco Indello


Nell’Appennino bolognese, a un’altitudine di 830 metri, sorge Castel d’Aiano, un borgo intriso di storia medioevale che si erge con fierezza sul confine sud-orientale dell’area metropolitana. Questo piccolo gioiello, collocato strategicamente a metà strada tra Modena e Bologna, è avvolto da un’aura di antichità, narrando storie di guerre comunali e di una rocca che, un tempo, sfidava il destino contro gli assalti dei Modenesi.

Il cuore di Castel d’Aiano, il capoluogo del comune, si trova a 772 metri sul livello del mare e a 15 chilometri a ponente di Vergato. La sua modesta dimensione non fa che accentuare la sua pittoresca posizione, dominante sulla strada che dall’alto Modenese conduce a Bologna. Le stradine strette e tortuose si snodano tra case montanine sparse, dando vita a un paesaggio che incanta chiunque varchi le sue soglie.

Nel passato, Castel d’Aiano fu teatro di aspre contese, la sua rocca al centro di scontri furiosi con i Modenesi durante le guerre comunali. Una rocca ora scomparsa, di cui rimane solo il ricordo, cancellato dagli eventi del tempo. Tuttavia, quel che resta è una comunità che porta sulle spalle il peso della storia e che, nonostante le dimensioni modeste, si erge con dignità.

Il territorio di Castel d’Aiano, frammentato in numerosi piccoli nuclei, offre una varietà di paesaggi che vanno dalle coltivazioni di cereali e legumi alle estese distese di pascoli nelle regioni più alte. L’agricoltura è sostenuta dall’allevamento di bestiame bovino, ovino e da cortile, formando il cuore pulsante dell’economia locale.

Ma la storia di Castel d’Aiano non si limita solo alla prosperità agricola. Durante la Grande Guerra, il sacrificio della comunità è stato evidente, con 82 dei suoi abitanti caduti. Un tributo ulteriore viene pagato al caduto della frazione di Sassomolare, un tempo un Comune autonomo, che si unisce al coro di ricordi di una generazione che ha dato tutto per la patria.

Oggi, Castel d’Aiano si erge come un faro di storia, un piccolo borgo che porta sulle sue antiche pietre le cicatrici del passato e la forza di una comunità che ha saputo resistere alle tempeste del tempo.


Francesco Indello

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